Movie Thumb

Fellini 100: I vitelloni

03 Marzo , 2020

0.0
0 Reviews

----

Prossimamente 5

---

Movie Story

Spettacolo unico ore 21.30

(Italia-Francia/1953) di Federico Fellini (104′)

Soggetto: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli. Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano. Fotografia: Otello Martelli, Luciano Trasatti, Carlo Carlini. Montaggio: Rolando Benedetti. Scenografia: Mario Chiari. Musica: Nino Rota. Interpreti: Franco Fabrizi (Fausto), Franco Interlenghi (Moraldo), Alberto Sordi (Alberto), Leopoldo Trieste (Leopoldo), Riccardo Fellini (Riccardo), Eleonora Ruffo (Sandra), Jean Brochard (il padre di Fausto), Claude Farell (Olga), Carlo Romano (Michele), Lida Baarova (Giulia), Enrico Viarisio (padre di Moraldo e Sandra), Paola Borboni (madre di Moraldo e Sandra). Produzione: Lorenzo Pegoraro per Peg/Cité.
Restaurato da CSC – Cineteca Nazionale

Quattro trentenni di una piccola città di mare, vivono nell’eterna attesa di diventare adulti. Durante le stagioni invernali, si trascinano fra il biliardo e il caffé, fra velleità letterarie, scherzi goliardici e facili avventure erotiche, in una dimensione di ozio irresponsabile. Li segue con ingenua ammirazione il più giovane Moraldo, che gradatamente si libera dall’influenza di Fausto, dongiovanni da strapazzo e decide di abbandonare il tepore protettivo del borgo per affrontare il viaggio alla volta di Roma. Fellini intreccia le vicende dei quattro vitelloni (interpretati magistralmente da Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste e dal fratello Riccardo), adottando una narrazione vivacemente frammentaria che culmina in sequenze di sottile amarezza (l’atmosfera disfatta del dopo Carnevale) e in situazioni beffarde (la tentata seduzione di Leopoldo da parte di un vecchio guitto omosessuale). Per la prima e unica volta nel cinema felliniano, il mondo degli adulti (i genitori dei vitelloni) è rappresentato come un modello etico, senza ambiguità. Le riprese si svolsero per lo più a Ostia e, nelle prime copie del film, i distributori non vollero figurasse il nome di Sordi, che a quell’epoca ritenevano fosse sgradito al pubblico.